Radon: obblighi, misure, rimedi.
Quando la misura è obbligatoria, come si esegue, che cosa significa il risultato e che cosa fare dopo. Con le regole della Regione Lombardia e l’elenco delle aree prioritarie.
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- aggiornato07.2026
Le FAQ hanno finalità informativa e operativa. Non sostituiscono la valutazione del singolo edificio, la relazione tecnica dell’Esperto di Radioprotezione né gli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Le regole essenziali.
Il radon non si vede e non si sente: il valore del singolo edificio si conosce soltanto misurandolo. Da qui parte tutto il resto.
A chi è rivolto
Datori di lavoro, esercenti di attività sanitarie e professionali, responsabili della sicurezza, amministratori di immobili e privati che vogliono capire quando il radon deve essere misurato, come si interpreta il risultato e quali azioni sono richieste.
Tre concetti da ricordare
La mappa territoriale
non sostituisce la misura del singolo edificio.
Nei luoghi di lavoro interessati l’adempimento si basa sulla concentrazione media annua, non su una lettura di pochi giorni.
300 Bq/m³ è un livello di riferimento che fa scattare specifiche azioni: non è una soglia sotto la quale il rischio diventa zero.
Che cos’è il radon e perché è pericoloso8
Che cos’è il radon?
Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore, inodore e insapore. Deriva dal decadimento dell’uranio e del radio presenti naturalmente nel terreno e nelle rocce e può accumularsi negli ambienti chiusi.
Da dove proviene il radon presente negli edifici?
La sorgente principale è normalmente il terreno. Il gas può entrare attraverso crepe, giunti parete-pavimento, pozzetti, cavedi, passaggi di tubazioni, vespai e altre discontinuità delle fondazioni. Un contributo minore può provenire da alcuni materiali da costruzione e dall’acqua.
Il radon è presente soltanto nelle zone montane?
No. Può essere presente in qualsiasi edificio. Alcune aree hanno una probabilità statistica maggiore di concentrazioni elevate, ma anche fuori dalle aree prioritarie possono esistere singoli edifici con valori importanti.
Perché il radon è pericoloso?
Il rischio è legato soprattutto ai prodotti del decadimento del radon che, inalati, possono depositarsi nelle vie respiratorie ed emettere particelle alfa. L’esposizione prolungata aumenta il rischio di tumore del polmone.
Il radon è cancerogeno?
Sì. È un cancerogeno accertato. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo indica come una delle principali cause di tumore polmonare e, in molti Paesi, come la seconda causa dopo il fumo di tabacco.
Radon e fumo di sigaretta aumentano reciprocamente il rischio?
Sì. L’effetto combinato è particolarmente importante: a parità di esposizione al radon, il rischio di tumore polmonare è molto maggiore nei fumatori.
Esiste una concentrazione di radon completamente sicura?
Non è nota una concentrazione sotto la quale il rischio possa essere considerato rigorosamente nullo. I valori di legge sono livelli di riferimento che fanno scattare specifiche azioni, non soglie che separano una situazione pericolosa da una totalmente innocua.
In quale unità si misura il radon?
La concentrazione di attività del radon nell’aria si esprime in Bq/m³, becquerel per metro cubo. Un valore di 300 Bq/m³ corrisponde, in termini di attività, a 300 decadimenti radioattivi al secondo mediamente presenti in un metro cubo d’aria.
Livelli di riferimento6
Qual è il livello di riferimento per le abitazioni esistenti?
Per le abitazioni esistenti il D.Lgs. 101/2020 stabilisce 300 Bq/m³ come concentrazione media annua.
Qual è il livello di riferimento per le nuove abitazioni?
Per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024 il livello di riferimento è 200 Bq/m³ come concentrazione media annua.
Il valore di 200 Bq/m³ riguarda tutti gli edifici nuovi?
No. Il valore di 200 Bq/m³ previsto dal D.Lgs. 101/2020 riguarda specificamente le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024. Per i luoghi di lavoro il livello nazionale di riferimento resta 300 Bq/m³, fermo restando il rispetto delle disposizioni edilizie e regionali applicabili.
Qual è il livello di riferimento nei luoghi di lavoro?
Nei luoghi di lavoro il livello di riferimento è 300 Bq/m³ come concentrazione media annua.
I 300 Bq/m³ sono un limite che non deve mai essere superato?
È più corretto parlare di livello di riferimento. Il superamento non comporta automaticamente la chiusura del luogo, ma fa scattare il percorso previsto dalla normativa per ridurre la concentrazione e verificare l’esposizione dei lavoratori.
Cosa rappresenta il valore di 6 millisievert all’anno?
Se, dopo gli interventi correttivi, la concentrazione nel luogo di lavoro resta superiore a 300 Bq/m³, un Esperto di Radioprotezione deve valutare la dose efficace annua ai lavoratori. Il riferimento previsto è 6 millisievert all’anno.
Quando la misura è obbligatoria nei luoghi di lavoro10
Il primo quesito pratico è sempre: “il mio locale rientra tra quelli per i quali la misura è obbligatoria?”. La risposta dipende soprattutto dal rapporto con il terreno e, per piano terra e semisotterrati, dalla classificazione territoriale.
Tutti i luoghi di lavoro devono obbligatoriamente misurare il radon?
No. L’obbligo interessa le situazioni espressamente individuate dal D.Lgs. 101/2020 e dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon.
Quali luoghi di lavoro sono soggetti all’obbligo di misura?
In sintesi: luoghi di lavoro sotterranei; locali semisotterranei e al piano terra situati nelle aree prioritarie; stabilimenti termali; ulteriori specifiche tipologie individuate dal Piano Nazionale Radon.
Un luogo di lavoro sotterraneo deve essere misurato anche fuori dalle aree prioritarie?
Sì. L’obbligo per i luoghi di lavoro sotterranei vale indipendentemente dalla localizzazione geografica.
Che cosa si considera luogo di lavoro sotterraneo?
Il Piano Nazionale Radon considera sotterraneo un locale o ambiente con almeno tre pareti interamente sotto il piano di campagna, indipendentemente dal fatto che siano direttamente a contatto con il terreno.
Un locale al piano terra deve sempre essere misurato?
No. L’obbligo generalizzato per i locali di lavoro al piano terra ricorre quando si trovano in un’area prioritaria, oltre agli ulteriori casi eventualmente previsti dalla disciplina applicabile.
Un locale semisotterrato deve sempre essere misurato?
L’obbligo riguarda i semisotterrati situati nelle aree prioritarie. Occorre però verificare se, per geometria, il locale sia in realtà classificabile come sotterraneo: in quel caso l’obbligo vale ovunque.
Quali ulteriori attività sono state individuate dal Piano Nazionale Radon?
Tra le tipologie aggiuntive figurano locali chiusi con impianti di trattamento per la potabilizzazione dell’acqua in vasca aperta, impianti di imbottigliamento di acque minerali, naturali e di sorgente e centrali idroelettriche.
Bagni, corridoi e locali tecnici devono essere necessariamente misurati?
Il Piano Nazionale Radon consente normalmente di escludere locali di servizio, spogliatoi, bagni, vani tecnici, sottoscala, corridoi e locali con occupazione inferiore a 100 ore all’anno, purché l’esclusione sia coerentemente motivata e documentata.
Uno studio dentistico deve effettuare la misura del radon?
Dipende dall’ubicazione. Deve misurare, ad esempio, se utilizza locali sotterranei oppure locali semisotterranei o al piano terra in un Comune classificato come area prioritaria.
Uno studio o ambulatorio ai piani superiori deve misurare perché il Comune è in area prioritaria?
Non per il solo fatto di trovarsi in quel Comune. L’obbligo collegato alle aree prioritarie riguarda i luoghi di lavoro al piano terra e semisotterrati, oltre ai sotterranei che sono comunque soggetti ovunque.
Aree prioritarie o “radon-prone areas”8
Che cosa sono le radon-prone areas?
La terminologia normativa italiana è “aree prioritarie”. Sono territori nei quali è statisticamente più probabile trovare edifici con concentrazioni elevate di radon.
Come viene definita un’area prioritaria?
Sono aree nelle quali si stima che almeno il 15% degli edifici superi 300 Bq/m³ come concentrazione media annua, sulla base di misure effettuate, riferite o normalizzate al piano terra.
Essere fuori da un’area prioritaria significa essere al sicuro?
No. La classificazione esprime una probabilità statistica territoriale. Non esclude la presenza di singoli edifici con concentrazioni elevate fuori dalle aree prioritarie.
La mappa del radon permette di conoscere il valore del mio edificio?
No. La concentrazione può cambiare molto anche tra edifici vicini. L’unico modo affidabile per conoscere il valore in un determinato edificio è misurarlo direttamente.
Chi stabilisce quali sono le aree prioritarie?
Le Regioni e le Province autonome, secondo i criteri del D.Lgs. 101/2020 e del Piano Nazionale Radon. L’elenco acquista rilevanza ufficiale con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Quanti Comuni lombardi sono attualmente classificati in area prioritaria?
Alla data dell’ultimo aggiornamento ufficiale ARPA Lombardia disponibile nel 2026, i Comuni lombardi classificati sono 90. L’elenco è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 211 del 9 settembre 2023.
Dove si trovano soprattutto le aree prioritarie lombarde?
Le concentrazioni mediamente più elevate sono state riscontrate soprattutto nelle aree montane e pedemontane delle province di Sondrio, Varese, Bergamo, Brescia e Lecco; sono presenti Comuni classificati anche in provincia di Milano.
L’elenco dei Comuni in area prioritaria può cambiare?
Sì. Deve essere aggiornato quando nuove indagini o una modifica dei criteri rendono necessario rivedere la classificazione. È quindi opportuno consultare sempre la mappa e l’elenco ufficiali di Regione e ARPA Lombardia.
Come si misura il radon14
Per gli adempimenti di legge conta la qualità dell’intero processo di misura: durata, punto di campionamento, dispositivo, servizio di dosimetria, elaborazione e relazione tecnica.
È possibile stabilire la concentrazione di radon senza effettuare una misura?
No. Geologia, tipologia edilizia e mappe permettono soltanto di stimare una probabilità. Il valore del singolo edificio si conosce soltanto mediante una misura.
Quanto deve durare la misura nei luoghi di lavoro?
Ai fini degli adempimenti deve essere determinata la concentrazione media annua. La misura deve quindi coprire complessivamente un intero anno, anche attraverso più periodi consecutivi secondo il protocollo applicabile.
È sufficiente una misura di una settimana?
No, non per determinare la media annua richiesta dalla normativa. Una misura breve può essere utile come indagine preliminare o diagnostica, ma non sostituisce la misura annuale.
Perché la misura deve durare così tanto?
Perché il radon varia molto durante il giorno e le stagioni e risente di temperatura, pressione, meteorologia, ventilazione e uso dell’edificio. Un periodo breve può non rappresentare l’esposizione media dell’anno.
Che cosa sono i dosimetri radon passivi?
Sono piccoli dispositivi che non richiedono alimentazione elettrica e integrano l’esposizione durante periodi lunghi. I rivelatori a tracce sono tra i sistemi più utilizzati per determinare la concentrazione media.
Che cosa sono i monitor radon attivi?
Sono strumenti elettronici che misurano la concentrazione nel tempo e mostrano l’andamento orario o giornaliero. Sono molto utili per capire la dinamica del fenomeno e per progettare o verificare un risanamento.
È meglio una misura attiva o passiva?
Dipende dallo scopo. Per la media annua i sistemi passivi sono semplici e consolidati. I monitor attivi sono particolarmente utili per diagnosi, studio dell’andamento e verifica degli interventi. Una misura attiva breve non sostituisce la media annua.
Posso comprare un apparecchio elettronico e fare da solo la misura prevista dalla legge?
Un monitor domestico può essere utile come indicazione, ma la misura utilizzata per gli adempimenti deve essere eseguita e documentata da un servizio di dosimetria idoneo secondo i requisiti del D.Lgs. 101/2020, che rilascia la relazione tecnica prevista.
Chi può effettuare ufficialmente le misure?
La normativa prevede servizi di dosimetria riconosciuti; nelle more del pieno sistema di riconoscimento possono operare organismi che possiedono i requisiti previsti dal D.Lgs. 101/2020 e dal relativo Allegato II.
ARPA Lombardia effettua misure su richiesta di ogni privato o azienda?
ARPA svolge principalmente attività istituzionale e campagne di monitoraggio. Per gli adempimenti di aziende e privati ci si rivolge normalmente a servizi di misura qualificati; Regione Lombardia pubblica anche un elenco non esaustivo di operatori.
In quanti locali devono essere collocati i dosimetri?
Devono essere considerati i locali pertinenti secondo i criteri dell’Allegato II del D.Lgs. 101/2020. In presenza di molti locali sostanzialmente omogenei è possibile utilizzare criteri di campionamento, estendendo poi le misure se emergono superamenti.
Quanti punti di misura servono in un locale?
I criteri dell’Allegato II prevedono un numero di punti proporzionato alla superficie: indicativamente almeno un punto ogni 50 m² o frazione fino a 100 m² e almeno un punto ogni 100 m² o frazione per superfici superiori.
Il dosimetro può essere spostato durante la misura?
No. Ogni dispositivo deve essere associato in modo univoco a uno specifico punto e rimanere nella posizione prevista durante il periodo di esposizione.
Durante la misura bisogna tenere le finestre sempre chiuse?
No. La misura deve rappresentare le normali condizioni di utilizzo dell’edificio. L’aerazione e l’uso dei locali devono proseguire normalmente, evitando comportamenti artificiali introdotti soltanto per influenzare il risultato.
Cosa fare dopo la misura11
Il risultato della misura non chiude l’adempimento: determina invece cosa deve essere fatto dopo e con quale periodicità.
Cosa succede se il risultato è inferiore o uguale a 300 Bq/m³?
Nel luogo di lavoro soggetto all’obbligo, l’esercente deve conservare la relazione di misura e predisporre il documento previsto dalla normativa, integrandolo nella valutazione dei rischi. Devono inoltre essere considerate eventuali misure ragionevoli per ridurre ulteriormente l’esposizione.
Ogni quanto deve essere ripetuta la misura se il valore non supera 300 Bq/m³?
Nei luoghi di lavoro soggetti agli obblighi la misura viene ripetuta ogni otto anni, salvo i casi in cui debba essere anticipata a seguito di modifiche significative dell’edificio.
La misura deve essere ripetuta prima degli otto anni?
Sì, quando vengono effettuati interventi strutturali a livello dell’attacco a terra o lavori che possono modificare significativamente l’ingresso o l’accumulo del radon, compresi alcuni interventi di efficientamento energetico.
Perché un intervento di efficientamento energetico può aumentare il radon?
Perché rendere un edificio più ermetico può diminuire il ricambio d’aria e aumentare l’accumulo di radon. Il rischio dovrebbe quindi essere considerato anche durante la riqualificazione energetica.
Cosa succede se vengono misurati più di 300 Bq/m³?
L’esercente deve attuare misure correttive per ridurre la concentrazione al livello più basso ragionevolmente ottenibile, avvalendosi di un Esperto in interventi di risanamento radon.
Entro quanto tempo devono essere completati gli interventi correttivi?
Per i luoghi di lavoro il D.Lgs. 101/2020 prevede che le misure correttive siano attuate entro due anni dal rilascio della relazione tecnica di misura, salvo i casi nei quali la valutazione richieda azioni più rapide.
Dopo il risanamento bisogna misurare di nuovo?
Sì. L’efficacia degli interventi deve essere verificata con una nuova misura. Nei luoghi di lavoro che hanno richiesto interventi correttivi, il mantenimento dell’efficacia deve poi essere controllato nel tempo secondo la periodicità prevista.
Ogni quanto si controlla il mantenimento dell’efficacia del risanamento?
Nei luoghi di lavoro interessati, dopo l’attuazione delle misure correttive e la verifica della loro efficacia, le misure devono essere ripetute con cadenza quadriennale.
Il superamento di 300 Bq/m³ deve essere comunicato alle autorità?
Sì. La normativa prevede specifiche comunicazioni agli enti competenti entro un mese dal rilascio della relazione tecnica che attesta il superamento. È opportuno gestire questo passaggio con il professionista che segue l’adempimento.
Cosa succede se, nonostante il risanamento, il valore resta sopra 300 Bq/m³?
Deve intervenire un Esperto di Radioprotezione, che valuta la dose efficace annua ricevuta dai lavoratori e verifica il confronto con il livello di 6 millisievert all’anno.
Cosa succede se la dose ai lavoratori supera 6 millisievert all’anno?
Si applicano le specifiche disposizioni di radioprotezione professionale previste dal D.Lgs. 101/2020 per la situazione di esposizione, con il coinvolgimento dell’Esperto di Radioprotezione e gli ulteriori adempimenti conseguenti.
Come si riduce il radon5
È sufficiente aprire le finestre?
L’aerazione può abbassare temporaneamente la concentrazione, ma non costituisce normalmente una soluzione strutturale definitiva. L’intervento deve essere stabile, controllabile e compatibile con l’uso dell’edificio.
Quali sono i principali sistemi di risanamento?
Le soluzioni possono comprendere sigillature, membrane antiradon, ventilazione dei vespai, depressurizzazione del terreno o del volume sotto il pavimento, pozzetti radon e sistemi di ventilazione progettati. La tecnica corretta dipende dall’edificio.
Qual è generalmente la tecnica più efficace?
Spesso è molto efficace impedire l’ingresso del gas creando una depressione sotto l’edificio o nel vespaio e convogliando il radon all’esterno. Non esiste però una soluzione universalmente valida.
È meglio prevenire in fase di costruzione o intervenire dopo?
Prevenire durante progettazione e costruzione è in genere più semplice ed economico. Membrane, vespai e predisposizioni per sistemi di depressurizzazione possono essere integrati fin dall’origine.
Una bonifica radon rimane efficace per sempre?
Non necessariamente. Ventilatori, membrane, sigillature e condizioni dell’edificio possono cambiare. Per questo l’efficacia deve essere verificata e mantenuta nel tempo.
Figure professionali e responsabilità6
Chi è responsabile degli adempimenti radon nel luogo di lavoro?
La responsabilità degli adempimenti previsti dal D.Lgs. 101/2020 è dell’esercente, nel quadro degli obblighi del datore di lavoro e della gestione complessiva della sicurezza.
Chi esegue la misura?
La misura utilizzata ai fini normativi è effettuata sotto la responsabilità di un servizio di dosimetria idoneo, che gestisce dispositivi, qualità della misura, elaborazione dei risultati e relazione tecnica. I laboratory non gestiscono direttamente ne’ la progettazione ne’ l’esecusione della misura, ma solo la lettura dei dosimetri passive. Per la progettazione della misura e l’identificazione degli obblighi successive, si suggerisce di dare incarico al professionista adatto che e’ l’Esperto di Radioprotezione.
Chi è l’Esperto in interventi di risanamento radon?
È il professionista qualificato che fornisce le indicazioni tecniche per progettare, attuare e controllare gli interventi finalizzati a ridurre la concentrazione di radon negli edifici.
Quali requisiti deve possedere l’Esperto in interventi di risanamento radon?
Deve possedere un’abilitazione professionale che consenta la progettazione di opere edili e la formazione specifica prevista dall’articolo 15 del D.Lgs. 101/2020, oggi basata su un percorso di almeno 60 ore, oltre agli aggiornamenti previsti.
L’Esperto in risanamento radon e l’Esperto di Radioprotezione sono la stessa figura?
No. L’Esperto in risanamento progetta gli interventi edilizi o impiantistici per ridurre il radon. L’Esperto di Radioprotezione interviene, tra l’altro, se dopo le misure correttive la concentrazione resta sopra 300 Bq/m³ e deve essere valutata la dose ai lavoratori. L’Esperto di Radioprotezione è anche suggerito, soprattutto in ambienti complessi, come consulente del Datore di Lavoro, per la supervision del rischio Radon in generale, compresa la supervisione sul risanamento.
L’RSPP può sostituire l’Esperto in risanamento radon?
No, a meno che possieda personalmente anche i requisiti specifici previsti per l’Esperto in interventi di risanamento radon. L’RSPP collabora alla gestione del rischio e all’aggiornamento del DVR, ma non sostituisce automaticamente la figura tecnica prevista dal D.Lgs. 101/2020.
Radon nelle abitazioni4
Tutti i proprietari di casa sono obbligati a misurare il radon?
No. Il D.Lgs. 101/2020 non introduce un obbligo generalizzato di misura per ogni abitazione privata. Nelle aree prioritarie vengono però promossi programmi di misurazione e riduzione dell’esposizione.
È comunque consigliabile misurare il radon in casa?
Sì, soprattutto in aree prioritarie, in abitazioni con locali a contatto con il terreno, interrati o seminterrati, edifici poco ventilati o fortemente riqualificati dal punto di vista energetico.
Come si misura il radon in un’abitazione?
È preferibile una misura di lunga durata nei locali più occupati, con particolare attenzione ai piani più bassi, soggiorni e camere da letto. La misura deve rappresentare le normali condizioni di vita dell’abitazione.
Un’abitazione esistente con 250 Bq/m³ è “a norma”?
Il valore è inferiore al livello di riferimento di 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti. Ciò non significa che il rischio sia nullo: quando tecnicamente e ragionevolmente possibile è comunque utile ridurre ulteriormente la concentrazione.
Radon in Lombardia5
In Lombardia gli obblighi nazionali si intrecciano con la classificazione regionale delle aree prioritarie e con le linee guida regionali per la prevenzione e il risanamento.
Quali sono i principali riferimenti specifici della Lombardia?
Oltre al D.Lgs. 101/2020 e al Piano Nazionale Radon, sono rilevanti la L.R. Lombardia 3/2022, la DGR XII/508 del 26 giugno 2023 sulle aree prioritarie e le Linee guida regionali aggiornate con DGR XII/5469 del 9 dicembre 2025.
Come faccio a sapere se il mio Comune lombardo è in area prioritaria?
Bisogna consultare l’elenco e la mappa ufficiali pubblicati da Regione e ARPA Lombardia. L’elenco deve essere verificato nella sua versione più recente perché può essere aggiornato.
Quanti sono i Comuni lombardi in area prioritaria?
L’ultimo elenco ufficiale disponibile nel 2026 comprende 90 Comuni, distribuiti nelle province di Lecco, Bergamo, Brescia, Varese, Sondrio e Milano.
Uno studio già esistente al piano terra in uno dei 90 Comuni lombardi dovrebbe avere già misurato?
Per le attività esistenti al momento della pubblicazione dell’elenco in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 9 settembre 2023, il termine di 24 mesi previsto per completare la prima misura è decorso. Nel 2026 la documentazione dovrebbe quindi essere già disponibile.
Se apro oggi un nuovo studio al piano terra in un Comune lombardo classificato, quando devo misurare?
Per una nuova attività che ricade nell’obbligo, il termine decorre dall’inizio dell’attività. La determinazione della concentrazione media annua deve essere completata entro il termine previsto dall’articolo 17, pari a 24 mesi.
Domande pratiche8
La valutazione del radon deve essere inserita nel DVR?
Sì, quando il luogo di lavoro rientra nel campo di applicazione. La relazione tecnica e il documento conseguente devono essere integrati nella valutazione dei rischi e conservati secondo quanto previsto dalla normativa.
Posso scrivere nel DVR che il Comune è a basso rischio e non fare la misura?
No, quando ricorre una delle condizioni che rendono la misura obbligatoria. La classificazione territoriale non sostituisce la determinazione della concentrazione media annua.
Se il vicino ha misurato poco radon posso evitare la misura?
No. Edifici anche adiacenti possono presentare valori molto diversi per fondazioni, crepe, ventilazione, caratteristiche del terreno e modalità d’uso.
Se un locale non viene quasi mai utilizzato devo comunque misurarlo?
I criteri del Piano Nazionale Radon consentono di escludere alcuni locali di servizio e quelli con occupazione inferiore a 100 ore all’anno, ma l’esclusione deve essere motivata e documentata.
Se il valore è 290 Bq/m³ non devo fare nulla?
Non scatta l’obbligo di risanamento legato al superamento dei 300 Bq/m³, ma il valore non è una soglia di sicurezza assoluta. È ragionevole valutare interventi semplici e proporzionati che possano ridurre ulteriormente la concentrazione.
Se una misura preliminare mostra valori molto alti devo aspettare un anno prima di intervenire?
No. La misura normativa deve determinare la media annua, ma valori preliminari affidabili molto elevati giustificano approfondimenti e misure prudenziali immediate. La durata del monitoraggio non deve diventare un motivo per rinviare interventi evidentemente necessari.
Un sistema di ventilazione meccanica elimina automaticamente il problema?
No. L’efficacia dipende da portate, bilanciamento delle pressioni, percorso di ingresso del radon e caratteristiche dell’edificio. Un sistema non correttamente progettato può essere poco efficace o modificare sfavorevolmente le pressioni.
La misura del radon è una normale misura ambientale?
È tecnicamente semplice solo in apparenza. Per avere valore ai fini normativi devono essere rispettati requisiti precisi su durata, numero e posizione dei punti, dispositivi, qualità, elaborazione e relazione tecnica.
Le regole essenziali da ricordare0
- Il radon non si vede, non si sente e il valore del singolo edificio si conosce soltanto misurandolo.
- Il livello di riferimento è 300 Bq/m³ per luoghi di lavoro e abitazioni esistenti; 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.
- Nei luoghi di lavoro sotterranei la misura è obbligatoria ovunque.
- Nelle aree prioritarie sono interessati anche i luoghi di lavoro al piano terra e semisotterrati.
- La valutazione normativa è riferita alla concentrazione media annua.
- Una misura breve o un sensore domestico non sostituiscono automaticamente la misura prevista dalla legge.
- Nei luoghi di lavoro interessati, sotto 300 Bq/m³ la misura deve essere ripetuta periodicamente e dopo specifiche modifiche dell’edificio.
- Sopra 300 Bq/m³ devono essere attuate misure correttive con il supporto dell’Esperto in interventi di risanamento radon.
- Dopo il risanamento bisogna verificare l’efficacia dell’intervento e mantenerla nel tempo.
- Se, dopo gli interventi, si resta sopra 300 Bq/m³ deve intervenire l’Esperto di Radioprotezione per la valutazione della dose ai lavoratori.
- Essere fuori da un’area prioritaria non significa essere automaticamente al sicuro.
- La mappa del radon non sostituisce mai la misura del singolo edificio.
Norme e fonti tecniche.
Il quadro normativo e le fonti tecniche su cui si basano queste risposte.
- Le FAQ sono state organizzate sulla base dei seguenti riferimenti principali, da verificare nella versione vigente quando si applicano a un caso concreto:
- D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 e s.m.i. - Titolo IV, Capo I, Esposizione al radon; in particolare artt. 10-18 e Allegato II.
- D.Lgs. 25 novembre 2022, n. 203 - disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 101/2020.
- DPCM 11 gennaio 2024 - Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032 (PNAR), pubblicato in G.U. il 21 febbraio 2024.
- Regione Lombardia - L.R. 3 marzo 2022, n. 3, disposizioni regionali sul radon indoor.
- Regione Lombardia - DGR XII/508 del 26 giugno 2023, prima individuazione delle aree prioritarie a rischio radon.
- Gazzetta Ufficiale n. 211 del 9 settembre 2023 - pubblicazione dell’elenco dei Comuni lombardi in area prioritaria.
- Regione Lombardia - DGR XII/5469 del 9 dicembre 2025, Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor.
- ARPA Lombardia - portale “Il radon”, aree prioritarie, modalità di misura e documentazione tecnica; elenco regionale aggiornato.
- Istituto Superiore di Sanità - materiali informativi e tecnici sul radon indoor.
- Organizzazione Mondiale della Sanità - Radon and Health / WHO Handbook on Indoor Radon.
Misuriamo il radon dal 2001.
Misure conformi con dosimetri passivi, interpretazione dei risultati e progettazione degli interventi di risanamento. Sopralluogo, relazione tecnica e assistenza agli adempimenti.