Attività interessate
Fusione, cemento, fosfati, zircone, terre rare, acque di falda, estrattivo.
Allegato II
Normative che cambiano, domande che ci arrivano in sopralluogo. Qui scriviamo quello che conviene sapere prima che diventi un problema: in italiano, non in burocratese.
Ogni articolo riporta la data di pubblicazione: su materia normativa è l’informazione che conta più del titolo.
Valutazione di dose per le attività con materiali a radioattività naturale, indice di concentrazione per i materiali da costruzione e gestione dei residui.
Alcuni processi industriali concentrano radionuclidi già presenti in natura. La materia prima è comune e legale: il residuo, a volte, non lo è più.
Fusione, cemento, fosfati, zircone, terre rare, acque di falda, estrattivo.
Allegato II
Campionamento e spettrometria su materie prime, prodotti e residui.
Stima delle dosi ai lavoratori e alla popolazione, con criteri tracciabili.
Predisposizione e invio quando i valori di riferimento vengono superati.
Classificazione, gestione e destino dei residui prodotti dal processo.
Indice di concentrazione di attività e documentazione per il mercato.
Uranio, torio e potassio-40 sono presenti nelle materie prime naturali. Alcune lavorazioni li concentrano in incrostazioni, fanghi, polveri e scorie: è lì che la dose diventa misurabile ed è lì che la norma interviene.
Valutazione di dose

Chi produce o immette sul mercato materiali da costruzione deve conoscere le concentrazioni di attività dei radionuclidi naturali e l’indice che ne deriva. È un dato che i clienti, sempre più spesso, chiedono in fase di fornitura.
Indice di concentrazione

Cinque passi per sapere se rientrate, e che cosa comporta.
Analisi del ciclo produttivo e individuazione delle fasi interessate.
Prelievi rappresentativi su materie prime, prodotti, residui e incrostazioni.
Spettrometria gamma e determinazione delle concentrazioni di attività.
Stima delle dosi, confronto con i valori di riferimento e conclusioni.
Notifica dove richiesta, gestione dei residui e sorveglianza nel tempo.
È l’acronimo di Naturally Occurring Radioactive Material: materiale contenente radionuclidi di origine naturale. Diventa rilevante quando un processo industriale li concentra al punto da rendere significativa la dose per i lavoratori o per la popolazione.
Il decreto elenca i settori interessati: lavorazione di minerali, produzione di cemento, fosfati, zircone e zirconio, terre rare, pigmenti al biossido di titanio, estrazione di petrolio e gas, filtrazione di acque di falda e alcune fusioni, fra gli altri.
L’appartenenza al settore non basta: serve una valutazione sui vostri materiali e sul vostro ciclo produttivo.
La notifica all’autorità competente e l’attivazione degli obblighi di radioprotezione proporzionati alla situazione: sorveglianza, informazione dei lavoratori e gestione controllata dei residui.
L’obbligo riguarda chi produce o immette sul mercato materiali da costruzione, con particolare attenzione a quelli di origine naturale o derivati da residui industriali. L’esito è l’indice di concentrazione di attività, che accompagna il materiale.
Le analisi vanno eseguite da laboratori con metodi tracciabili; la valutazione e la relazione competono all’Esperto di Radioprotezione. Coordiniamo entrambe le parti e vi consegniamo un documento unico.
Vanno classificati prima di essere destinati: smaltimento, riutilizzo o allontanamento seguono regole diverse a seconda della concentrazione. Deciderlo dopo aver movimentato il materiale è la strada più costosa.
Screening iniziale e piano di campionamento. Vi ricontattiamo con costi e tempi.