Esperto responsabile
Incarico per la sicurezza del sito e verifica delle condizioni operative.
Normative che cambiano, domande che ci arrivano in sopralluogo. Qui scriviamo quello che conviene sapere prima che diventi un problema: in italiano, non in burocratese.
Ogni articolo riporta la data di pubblicazione: su materia normativa è l’informazione che conta più del titolo.
Sicurezza dei siti di risonanza magnetica: regolamento, zone ad accesso controllato, impianti e controlli periodici, con la formazione di chi ci lavora.
La risonanza magnetica non emette radiazioni ionizzanti, ma ha regole proprie: campo statico, criogeni e accesso controllato non ammettono improvvisazione.
Incarico per la sicurezza del sito e verifica delle condizioni operative.
Procedure di accesso, emergenza e gestione del sito, scritte e affisse.
Zona ad accesso controllato e zona di rispetto, delimitate e segnalate.
Verifiche su magnete, qualità dell’immagine e sistemi di sicurezza.
Ventilazione, sensore di ossigeno, quench e gabbia di radiofrequenza.
Chi entra in sala deve sapere che cosa può portare con sé.
Anche a impianto fermo il campo statico resta. Gli oggetti ferromagnetici diventano proiettili e i dispositivi impiantati possono risentirne: per questo l’accesso alla sala è controllato, non semplicemente sconsigliato.
Accesso controllato

Il regolamento di sicurezza serve a chi lavora nel sito ogni giorno e a chi ci entra una volta sola: tecnici, infermieri, addetti alle pulizie, manutentori esterni. Se resta in un raccoglitore, non protegge nessuno.
Regolamento di sicurezza

Cinque passi, ognuno chiuso da un documento che potete mostrare a un ispettore.
Rilievo del sito, degli impianti e della documentazione esistente.
Misure di campo e controlli sui sistemi di sicurezza e sull’immagine.
Regolamento di sicurezza e procedure operative, scritti per il sito.
Istruzione del personale e di chi accede al sito a qualunque titolo.
Controlli periodici e aggiornamento a ogni modifica del sito.
No. La risonanza magnetica utilizza un campo magnetico statico, gradienti e radiofrequenza: non ci sono radiazioni ionizzanti. Ha però rischi specifici, che seguono una normativa dedicata e non quella della radioprotezione classica.
Serve un percorso che parte dal progetto del sito: layout, schermatura di radiofrequenza, impianti di ventilazione e di sicurezza, e la documentazione da presentare secondo l’intensità di campo dell’apparecchiatura.
Come per la radiologia, la valutazione preventiva è il passaggio che determina i costi di tutto il resto.
È l’area in cui il campo magnetico disperso supera 0,5 mT. Va individuata, delimitata e segnalata, perché al suo interno l’accesso è precluso ai portatori di dispositivi impiantati non compatibili.
È l’evaporazione rapida dell’elio liquido che raffredda il magnete. È un evento raro ma gestito per progetto: tubo di scarico dedicato, ventilazione e sensore di ossigeno in sala servono esattamente a questo.
Solo personale autorizzato e formato, e i pazienti dopo la verifica del questionario anamnestico. Manutentori, addetti alle pulizie e fornitori vanno istruiti prima del primo accesso: è il punto in cui si concentrano gli incidenti.
Sì, con un programma che comprende le verifiche sull’apparecchiatura e sui sistemi di sicurezza del sito, con verbale firmato e scadenziario condiviso.
Sopralluogo, verifica del regolamento di sicurezza e degli impianti. Vi ricontattiamo con costi e tempi.