RadioprotezioneRadioprotezione · D.Lgs. 101/2020

L’Esperto di Radioprotezione risponde di ciò che firma.

Incarico formale, valutazione preventiva, classificazione delle aree e sorveglianza fisica. Incarico formale e nominativo, per sanità, odontoiatria, veterinaria e industria.

  • 25anni di attività
  • IIgrado di abilitazione
  • 10giorni per il verbale
Fra i nostri clienti
ICCSCentro Radiologico AmbrosianoDon OrioneExel RadiologiaSwiss Dental MedStudio Medico CanavesanoBiodataSapio
Che cosa fa, in concreto

Sei compiti che la legge assegna a una persona, non a un ufficio.

L’incarico di Esperto di Radioprotezione è nominativo e continuativo: chi lo assume valuta, prescrive, verifica e risponde in prima persona.

Valutazione preventiva

Prima di installare, spostare o modificare: la valutazione viene prima dei lavori.

Prima dei lavori

Classificazione delle aree

Zone controllate e sorvegliate, delimitazione e segnaletica coerente.

Classificazione dei lavoratori

Categoria A o B decisa sui numeri, non per abitudine o per prudenza.

Norme interne e relazione

Documenti scritti per chi li deve applicare, aggiornati quando cambia qualcosa.

Verifiche e misure in campo

Controllo delle schermature, dei dispositivi e dei livelli di dose.

Sorveglianza nel tempo

Scadenze, verifiche periodiche e assistenza in caso di ispezione.

L’incarico

Nominativo, scritto, continuativo.

La nomina dell’Esperto di Radioprotezione è un atto formale fra l’esercente e una persona fisica abilitata. Non si delega a una società e non si esaurisce con una relazione.

Atto di incarico con oggetto e limiti definiti
Abilitazione di grado adeguato alla pratica svolta
Accesso ai locali, ai dati e ai carichi di lavoro reali
Relazione tecnica periodica e verbali di verifica

Grado adeguato alla pratica

Segnale di pericolo radiazioni ionizzanti su un’area
L’incarico è nominativo: risponde la persona abilitata, non l’organizzazione.
La valutazione preventiva

Si chiede prima. Sempre prima.

Installazione, spostamento, sostituzione, dismissione, modifica dei locali o del carico di lavoro: ognuno di questi eventi richiede una valutazione preventiva. Farla dopo significa quasi sempre rifare.

Benestare preventivo all’installazione o alla modifica
Calcolo e verifica delle schermature
Aggiornamento della notifica o del nulla osta
Verifica finale prima della ripresa dell’attività

Valutazione preventiva

Sopralluogo tecnico prima di un intervento
Una modifica fatta senza valutazione preventiva resta una non conformità agli atti.
Come lavoriamo

Dall’incarico alla relazione periodica.

Cinque passi, ognuno chiuso da un documento che potete mostrare a un ispettore.

  1. 01

    Incarico

    Nomina formale, con oggetto, limiti e decorrenza definiti per iscritto.

  2. 02

    Valutazione

    Sopralluogo, misure e classificazione di aree e lavoratori.

  3. 03

    Prescrizioni

    Norme interne di radioprotezione e indicazioni operative per il personale.

  4. 04

    Verifiche

    Controlli periodici su schermature, dispositivi e dosi, con verbale firmato.

  5. 05

    Relazione

    Relazione tecnica periodica e assistenza in caso di ispezione.

Domande e risposte

Le domande che ci fanno più spesso.

Esperto Qualificato ed Esperto di Radioprotezione sono la stessa cosa?

Sì. Il D.Lgs. 101/2020 ha sostituito la denominazione di Esperto Qualificato con quella di Esperto di Radioprotezione. Cambia il nome e cambiano alcuni compiti, non la sostanza della figura: resta il tecnico abilitato che risponde della sorveglianza fisica.

Che cosa cambia fra i gradi di abilitazione?

Il grado definisce le pratiche che l’esperto può seguire, dagli apparecchi radiologici fino agli impianti e alle sorgenti di maggiore rilievo. Prima di accettare un incarico verifichiamo che il grado di abilitazione sia adeguato alla pratica da seguire: se non lo è, ve lo diciamo subito.

Un incarico affidato a un esperto di grado insufficiente è, di fatto, un incarico non valido.

Quando va nominato?

Prima di iniziare la pratica, non dopo. La valutazione preventiva serve proprio a stabilire come vanno progettati i locali e classificate le aree: se arriva a lavori finiti, serve a poco.

Che differenza c’è fra categoria A e categoria B?

È la classificazione dei lavoratori esposti, decisa sulla base delle dosi previste. Cambiano il tipo di sorveglianza sanitaria, la frequenza dei controlli e gli obblighi documentali.

La classificazione va motivata con i numeri: assegnare tutti alla categoria più cautelativa non è più sicuro, è solo più costoso e più difficile da mantenere.

Dobbiamo dare il dosimetro a tutto il personale?

No. La dosimetria personale riguarda i lavoratori classificati come esposti. Chi lo è, e con quale periodicità, lo stabilisce l’Esperto di Radioprotezione nella valutazione delle dosi.

Che cosa succede in caso di ispezione?

Vi assistiamo. Se la sorveglianza è stata fatta come si deve, l’ispezione diventa un confronto sui documenti che esistono già: incarico, valutazione, norme interne, verbali di verifica e registri dosimetrici.

Ce.Mi.Rad. srl

Parliamo della vostra pratica.

Sopralluogo, valutazione preventiva e verbale firmato. Vi ricontattiamo con costi e tempi.